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Alitalia: La Storia infinita. Ennesimo Esempio di “Compromesso all’Italiana” ?

Alitalia: La Storia infinita. Ennesimo Esempio di “Compromesso all’Italiana” ? Dopo lunghe ed estenuanti trattative, nel mese di agosto scorso, è stato finalmente firmato l’accordo di partnership tra Alitalia ed Etihad. Dagli Emiri sono arrivati 560 milioni di euro per rilevare il 49% della compagnia aerea di bandiera. Tra i vari punti dell'accordo, c'è il ritorno alla redditività del vettore italiano nel 2017, cui si aggiungono 7 nuove rotte intercontinentali per arrivare a quota 23 milioni di passeggeri nel 2018. Quindi tutto è bene quel che finisce bene? Per i consumatori forse no. Per capire di cosa stiamo parlando occorre fare un passo indietro al 2008, quando, dopo il famoso tira e molla con Air France, un gruppo di imprenditori italiani ha acquistato le quote di Alitalia fondando una newco “Alitalia – Compagnia Aerea Italiana” e lasciando ad una bad company “Alitalia – Linee Aeree Italiane” tutti i debiti della vecchia Alitalia, società che è stata poi portata al fallimento. L’operazione ha fatto in modo, da una parte, che gli imprenditori acquisissero una società in bonis, dall’altra, però, che alcuni creditori non venissero soddisfatti e che i passeggeri che avevano iniziato azioni legali, per ottenere quanto previsto dal Reg. CE 261/04, si vedessero respinta la domanda a causa del fallimento dalla bad company. Quindi se un volo Alitalia precedente al gennaio 2009 era stato cancellato o aveva subito un ritardo superiore alle tre ore, i passeggeri nonostante il diritto alla compensazione pecuniaria o al rimborso del biglietto non hanno ottenuto alcunché, dato il fallimento della vecchia Alitalia. Peccato! In molte occasioni, per i passeggeri, oltre al danno di vedersi negato il risarcimento cui avevano diritto, c’è stata anche la beffa della condanna alle spese legali. Sulla base di questo breve excursus storico è evidente il timore di molti passeggeri che hanno subito il disagio di una cancellazione o di un ritardo di un volo o dello smarrimento del bagaglio da parte di Alitalia. Le perplessità nascono dal pericolo che si verifichi di nuovo quanto accaduto nel 2008, cioè che vengano create di nuovo una newco ed una bad company nella quale far confluire tutti i debiti dell’attuale Alitalia. Speriamo che questa volta (almeno questa volta) il buonsenso prevalga su logiche economiche molto spesso lontane dalla tutela del consumatore e si riesca a trovare una soluzione che permetta sia la creazione di un’organizzazione societaria della compagnia di bandiera finalmente stabile e duratura, sia la salvaguardia dei diritti acquisiti dai passeggeri.

Corte di Giustizia UE: Il Ritardo del Volo con Scali si Calcola alla Destinazione Finale

E’ ben noto che l’art. 7 del Regolamento CE 261/04 prevede in caso di ritardo del volo aereo superiore alle tre ore una compensazione pecuniaria per il passeggero. Ma cosa succede se il volo ha più scali e il ritardo della prima tratta, seppur inferiore alle tre ore, ha incidenza sui voli successivi, determinando perdite di coincidenze e dunque un ritardo finale superiore alle tre ore? Il ritardo del volo va valutato solo con riferimento alla singola tratta specifica o, invece, il momento rilevante è quello di arrivo presso la destinazione finale? La Corte di Giustizia ha posto fine a questo annoso dibattito. La sentenza del 26 febbraio 2013 (causa C-11/11) ha risolto tale dubbio interpretativo, in modo chiaro e decisamente favorevole per il viaggiatore: il passeggero di un volo con una o più coincidenze, che abbia subito un ritardo alla partenza inferiore ai limiti stabiliti dalle norme europee, ma che abbia raggiunto la sua destinazione finale con un ritardo di durata pari o superiore a tre ore rispetto all’orario di arrivo previsto, ha diritto alla compensazione pecuniaria. All’attenzione della Corte è stata posta la vicenda di una passeggera che, dovendo volare da Brema ad Asuncion via Parigi e San Paolo, a causa di un ritardo di circa due ore e mezza alla partenza, perdeva le coincidenze previste, giungendo alla destinazione finale del suo viaggio con oltre undici ore di ritardo e, quindi, ben oltre le tre ore. La Corte ha riconosciuto alla passeggera il diritto alla compensazione e nel motivare la sua decisione ha richiamato le ragioni sottese alla normativa comunitaria. Difatti il legislatore attribuisce ai passeggeri dei voli, in caso di ritardo pari o superiore a tre ore, il diritto alla compensazione pecuniaria poiché essi subiscono una perdita di tempo ingiustificata ed irreversibile. In tale ipotesi il disagio si concretizza all’arrivo alla destinazione finale, per cui, ai fini della citata compensazione pecuniaria, è a tale momento che bisogna fare riferimento. In caso di ritardo del volo con una o più coincidenze, il disagio è analogo e quindi deve essere valutato negli stessi termini. E’ necessario quindi considerare l’orario di arrivo previsto della destinazione dell’ultimo volo sul quale si è imbarcato il viaggiatore. Se il passeggero di un volo con una o più coincidenze ha subito un ritardo alla partenza inferiore ai limiti stabiliti dall’art. 6 del Regolamento Comunitario, ma ha raggiunto la sua destinazione finale con un ritardo pari o superiore a tre ore rispetto all’orario di arrivo previsto, egli ha diritto alla compensazione pecuniaria. D’altronde la normativa comunitaria non subordina detta compensazione all’esistenza di un ritardo alla partenza, per cui non vi è motivo per cui fare riferimento a questo frammento di tempo e non guardare la posizione del passeggero nel suo complesso. In virtù di tali motivazioni, nel caso di specie, la compagnia aerea è stata condannata a corrispondere alla passeggera, che si è vista condurre a destinazione con un ritardo di circa 11 ore, un risarcimento che comprendeva anche la somma prevista a titolo di compensazione pecuniaria, pari ad euro 600,00, trattandosi di un volo intercontinentale.

Scioperi Nel Trasporto Aereo: Periodi dell’Anno E Fasce Orarie Dei Voli Garantiti.

Può capitare che, in prossimità di un viaggio (magari prenotato da molto tempo), si venga a conoscenza dai media di uno sciopero nel trasporto aereo che potrebbe comportare la cancellazione del volo. Le compagnie aeree, di solito, si guardano bene dal comunicare questa eventualità ai passeggeri nella speranza che lo sciopero venga revocato a ridosso della data prevista e che non siano costrette a rimborsare i biglietti non usufruiti. In linea di principio è vero che lo sciopero rappresenta una circostanza eccezionale che esclude la responsabilità del vettore aereo e dunque l’onere, per quest’ultimo, di erogare la compensazione pecuniaria prevista dal Reg. CE 261/04, ma non è sempre così.   In primo luogo il vettore deve dare tempestiva comunicazione dello sciopero ai passeggeri non appena ne viene a conoscenza. L’immediatezza della comunicazione deve essere parametrata alla pubblicazione della notizia sul sito dell’ENAC. Ma vi è di più. Sono previsti specifici periodi dell’anno in cui non è possibile indire scioperi nel trasporto aereo e sono stabilite fasce orarie garantite in cui i voli originariamente schedulati devono essere eseguiti anche se concomitanti con giorni di scioperi regolarmente indetti e comunicati. Nello specifico: Non possono essere effettuati scioperi nei periodi: - dal 18 dicembre al 7 gennaio; - dal 24 aprile al 2 maggio; - dal 27 giugno al 4 luglio; - dal 27 luglio al 5 settembre; - dal 30 ottobre al 5 novembre; - dal giovedì precedente al giovedì successivo alla Pasqua; - dal terzo giorno precedente al terzo giorno che segue le consultazioni elettorali nazionali, europee e regionali, le consultazioni referendarie nazionali; - dal giorno precedente al giorno successivo alle elezioni politiche suppletive o alle elezioni regionali ed amministrative parziali per le sole aree interessate. E' inoltre garantita la regolare effettuazione di tutti i voli (anche i charter) programmati in partenza, secondo gli orari pubblicati, nelle fasce orarie 7.00-10.00 e 18.00-21.00 nonché dei voli internazionali in arrivo entro mezz’ora dalla scadenza delle predette fasce. Nelle ore al di fuori delle fasce orarie 7.00-10.00 e 18.00-21.00, in caso di sciopero del personale dipendente delle compagnie aeree e' garantita, per ogni compagnia aerea: - l’effettuazione di un volo intercontinentale in partenza per continente; - un collegamento mono-giornaliero da e per le isole da ciascun aeroporto nazionale servito; - i voli charter di collegamento con le isole, regolarmente autorizzati o notificati anteriormente alla data di proclamazione dello sciopero.

Viaggiatore Low Cost Vs. Bagaglio a Mano: Sfide Prima di Partire.

Alzi la mano chi non ha mai temuto il controllo “peso e dimensioni” delle valigie in aeroporto. Inutile negarlo, ma tutti almeno una volta nella vita, per alleggerire il peso della valigia, abbiamo aperto i bagagli stracolmi di indumenti per indossare una maglia in più o per lasciare qualche oggetto, o abbiamo cercato di comprimerne il contenuto per poter utilizzare un bagaglio a mano. 55 x 40 x 20 cm e 10 kg di peso: ecco quali sono per Ryanair i numeri tassativi. Molte compagnie low cost pongono limiti a dimensioni e peso dei bagagli e non ammettono eccezioni, anche perché con le eccedenze fanno cassa. Allora come affrontare il controllo delle valigie con la massima serenità? Innanzitutto se viaggiate con bambini con posto a sedere (in genere sopra i due anni) ricordate che anche loro hanno diritto al bagaglio a mano. Pertanto tenetene conto nella preparazione delle valigie e nella scelta di cosa portare con voi in viaggio. Se vi siete dimenticati di questo particolare, a destinazione, potete acquistare una borsetta a poco prezzo ed infilarvi i souvenir o qualche piccolo acquisto. Tutto ciò che portate addosso non viene considerato come bagaglio a mano a meno che non sia una borsa, uno zaino, una macchina fotografica a tracolla. Pertanto scegliete sempre di indossare un giubbotto e pantaloni con tasche capienti, dove poter infilare qualcosa, dopo il controllo sicurezza: una macchina fotografica, batterie di riserva, un libro. Nessuno vi dirà nulla poi se avete scelto di indossare due camicie o due maglioni o un gilet in vita: non dovrete giustificarvi se siete diventati improvvisamente freddolosi! Prima di partire pesate il bagaglio a mano: lo potete fare anche salendo voi sulla bilancia di casa con la valigia in mano e poi facendo la differenza con il vostro peso corporeo. Cercate quindi di arrivare in aeroporto con una valigia che rispetti i limiti di peso: soprattutto all'estero i controllori sono inflessibili. In realtà il vero consiglio, al di là dei controlli in aeroporto, è quello di viaggiare “leggeri”. Il viaggio è anche esplorazione, avventura, integrazione e conoscenza delle abitudini e dei ritmi di un altro popolo. Per partire bastano documenti, biglietto aereo e soldi, tutto il resto lo troverete a destinazione. In ogni caso, per ogni informazione aggiornata sul bagaglio a mano consultate sempre i siti delle compagnie aeree prima di partire: vi indicheranno con precisione cosa portare in viaggio e cosa lasciare a casa.

Voli Low Cost: Quando (e Con Quanto Anticipo) Conviene Acquistare il Biglietto Aereo

Qual è il momento migliore per prenotare a basso costo un biglietto aereo? Non certo il martedì. Farlo di mercoledì o giovedì, invece, è economicamente la scelta migliore. Le statistiche infatti segnalano che nel week-end i prezzi sono più alti del 7% rispetto ai giorni feriali della settimana. Nell'acquisto del biglietto aereo è inoltre necessario avere qualche accortezza in più. È vivamente sconsigliato infatti utilizzare il computer da lavoro, perché ogni volta che si visita il sito di una compagnia aerea (di linea o low cost che sia), si lascia traccia delle proprie preferenze e abitudini attraverso i cookies. Tali informazioni vengono poi utilizzate dalle stesse compagnie per orientare tratte e orari dei voli e per stabilire il prezzo, visto che, sulla base delle precedenti ricerche, sanno bene quanto il passeggero è disposto a spendere. Il volo acquistato di mattina durante l’orario d’ufficio costerebbe di più, perché la ricerca viene effettuata da chi ha più fretta e deve viaggiare per lavoro. Mentre nel pomeriggio a cercare i biglietti sono i clienti da casa che stanno organizzando una vacanza e hanno meno soldi da spendere.  Da anni analisti, economisti ed esperti stanno tentando di scoprire una “formula magica” del risparmio che consenta ai viaggiatori di sapere scientificamente non solo con quanto anticipo è opportuno procedere per la prenotazione del biglietto, ma anche il giorno ed il momento della giornata in cui è più conveniente farlo.  Nell’”impresa” si sono anche cimentati tre economisti italiani, guidati da Claudio Piga, 50 anni, docente di economia alla Keele University nello Staffordshire, i quali hanno presentato il risultato del loro studio alla Royal Economic Society di Manchester. Secondo le analisi da loro condotte, il momento migliore per acquistare un volo Ryanair o Easyjet al prezzo più stracciato è esattamente 10 giorni prima del viaggio. E’ totalmente smentita, quindi, la credenza popolare secondo cui maggiore è l’anticipo con cui si procede all’acquisto del volo rispetto alla data di partenza, maggiore è il risparmio economico che ne deriva.  La tariffa con cui le compagnie decidono di mettere sul mercato i propri voli è discretamente alta all’inizio, poi comincia lentamente a diminuire, raggiungendo il prezzo più basso circa 10 giorni dalla partenza, ricominciando, infine, a risalire con aumenti tra il 50% e il 75% negli ultimi giorni. Precisamente, il software che ha analizzato le oscillazioni dei prezzi, in un preciso lasso di tempo, su alcune tratte “campione”, ha rivelato che nei 70 giorni precedenti al decollo, i prezzi diminuiscono molto lentamente, fino a toccare il punto più basso circa 10 giorni prima dalla partenza e durante l’ultima settimana i prezzi aumentano con grande velocità. Un saliscendi a forma di ‘U’.  Numeri alla mano, o meglio mano al portafoglio, il programma ha anche scoperto che Ryanair - al contrario di EasyJet che applica prezzi medi a tutti i biglietti -  aumenta il costo della prenotazione se su quel dato volo sono rimasti pochi biglietti. E non solo. Se si volessero acquistare gli ultimi posti liberi contemporaneamente  il sistema assegnerebbe a tutti il prezzo più alto. Quindi risulta più conveniente comperare un biglietto alla volta, piuttosto che farlo in blocco, visto che Ryanair aumenta il prezzo mano a mano che il numero di biglietti a disposizione diminuisce.  
Esempio La ricerca ha preso in esame il volo Londra Stansted - Pisa. Ipotizzando sull’aereo meno di 50 posti disponibili, il prezzo medio registrato sfiora le 90 sterline e quello massimo circa 190 sterline. Tuttavia, se si considera il volo meno pieno,vale a dire con più di 50 posti disponibili, il prezzo medio scende a 32 sterline e quello massimo può arrivare a 170 sterline. Si scopre quindi che per ogni biglietto venduto c’è un aumento del prezzo del 3% circa (per i voli invernali è del 2,7% e per quelli estivi del 3,2%). Non solo. Meno posti disponibili ci sono a bordo al momento della prenotazione, più costerà il biglietto.  
 

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