Il Blog

Seguici sui social network.

Smarrimento o Ritardata Consegna Del Bagaglio: Cause e Possibili Rimedi

Una delle grandi paure che angosciano i passeggeri prima di imbarcarsi su un volo, oltre al ritardo o alla cancellazione dello stesso, è di non trovare, giunti a destinazione, i bagagli regolarmente imbarcati presso l’aeroporto di partenza. Recenti studi promossi da comitati dei consumatori hanno cercato di individuare il momento in cui viene commesso l’errore, molto spesso fatale, per il pieno godimento della vacanza o del viaggio che ci accingiamo a compiere: 8%: Errore in fase di trasporto del bagaglio da un velivolo all’altro (tratte con uno o più voli di coincidenza); 17%: Mancato imbarco del bagaglio sul velivolo; 13%: Errato inserimento, al momento del Check-in, dell’aeroporto di destinazione e del volo su cui il bagaglio deve essere caricato; 7%: Errore in fase di imbarco; 7%: Problemi verificatisi al momento dell’imbarco del bagaglio a causa di restrizioni relative a peso o dimensioni dei bagaglio; 4%: Errore delle società di handling presso l’aeroporto di partenza o destinazione; 4%: Errata etichettatura del bagaglio. È possibile porre in essere dei rimedi o della cautele che rendano quantomeno più remota la possibilità che si verifichi lo smarrimento di un bagaglio? In linea di principio ben poco può essere fatto dal passeggero in quanto la maggior parte degli intoppi che comportano i problemi nella restituzione del bagaglio, si verificano quando quest’ultimo è stato già consegnato in sede di check-in. Ecco, però, alcune precauzioni che può porre in essere il passeggero: 1) La maggior parte dei ritardi/smarrimenti avvengono in occasioni di voli con uno o più scali e, precisamente, durante il trasbordo dei bagagli da un volo all’altro. Nel caso in cui doveste svolgere un volo intercontinentale, per esempio, da Brasilia a Roma Fiumicino, con scalo intermedio presso l’aeroporto di Lisbona, sarebbe una buona idea chiedere che il bagaglio non venga inviato direttamente a destinazione, potreste, così, ritirarlo e provvedere personalmente alla consegna presso il check-in del volo successivo; 2) Uno dei problemi che  le statistiche ignorano è che spesso capita di prelevare dal nastro bagagli una valigia non nostra (magari identica) ma che, da una più attenta analisi, contiene una etichetta riportante un nome diverso dal nostro. Un possibile rimedio, oltre a quel minimo di diligenza ed attenzione tali da evitare simili eventi, è di personalizzare il più possibile, esteriormente,  il proprio bagaglio! 3) Errori causati da errata lettura dell'etichetta del bagaglio sono causati, molto spesso, dalla contemporanea presenza di molte etichette sullo stesso, magari riferite a voli presi in passato. È buona abitudine, quindi, una volta arrivati a destinazione, quella di gettare le etichette del viaggio appena fatto in modo da evitare almeno questo spiacevole inconveniente; 4) Cercate di attenervi scrupolosamente alle misure ed ai pesi per il bagaglio in stiva imposti dalla compagnia aerea con cui viaggiate. I bagagli fanno dei tragitti molto particolari prima di essere materialmente imbarcati sul vostro volo. Qualche centimetro o chilo in più possono essere decisivi sulla possibilità di riavere il proprio bagaglio una volta giunti a destinazione.

Puntualità: Questa Sconosciuta !

Ad eccezione di lodevoli compagnie che si distinguono per la puntualità, come la compagnia nipponica Japan Airlines, quella finlandese Finair e la KLM, spesso accade che i voli aerei accumulino ritardi. Ci sono voli, infatti, che immancabilmente non rispettano gli orari previsti, in riferimento sia al momento del decollo sia all’orario di arrivo. Si distingue in questo record negativo la compagnia ungherese Wizz Air  nella tratta Londra Luton – Budapest che, con il volo numero W62206, è stata considerata la più ritardataria del pianeta. E’ infatti dal 1 giugno 2013 che non decolla in orario, con ritardi che variano da 2 minuti a oltre 12 ore e vantando ben 293 partenze ritardate di fila. La compagnia Wizz Air, la più grande compagnia low cost in Europa centrale e orientale e secondo vettore all’aeroporto di Londra Luton, si difende affermando che il 73 % delle partenze del volo suddetto sono da considerarsi in orario, e che l’ obiettivo principale della compagnia è proprio quello di garantire partenze ed arrivi in orario, fornendo un buon servizio ai clienti ogni giorno su centinaia di voli. Per valutare la propria puntualità la Wizz Air fa riferimento ai parametri adottati dall’Autorità dell’Aviazione Civile, che definisce puntuali i voli che partono entro 15 minuti dall’ora prevista. In ogni caso la Wizz Air potrà difficilmente rientrare nella classifica delle compagnie aeree più puntuali al mondo. I passeggeri che subiscono la cancellazione di un volo o un ritardo di oltre tre ore, purché non dovuti a circostanze eccezionali, hanno diritto ad essere compensati, con una somma che varia dai 250 ai 600 euro, a seconda della lunghezza del volo, come stabilito dalla normativa europea. Tuttavia il settore del trasporto aereo è molto delicato e ancora in via di definizione per la tutela dei consumatori. Difatti pochi sono i passeggeri a conoscenza della normativa comunitaria e spesso essi non completamente garantiti. Per questo il Parlamento Europeo ha proposto un progetto di legge che contiene norme più vantaggiose per i viaggiatori aerei. Difatti esso prevede che, in caso di ritardo, i compensi siano più elevati, giungendo fino a sei mila euro (a differenza dei 600 euro attualmente previsti) e che le compagnie non possano più negare il diritto di imbarcare un passeggero se questi non ha utilizzato la tratta di andata del suo biglietto. L’accumulo del ritardo si calcolerà inoltre dall’aeroporto d’arrivo, e non più da quello di partenza. Se queste nuove norme saranno approvate, entreranno in vigore già dal prossimo anno. Si temono però reazioni da parte delle compagnie, le quali potranno procedere con il rincaro dei biglietti aerei..  

Maggiori Diritti Per Chi Vola: In Arrivo Importanti Modifiche Al Reg. CE 261/04

Dopo tante promesse si sta finalmente avvicinando il momento in cui l’Europa cercherà di porre fine all’antica consuetudine delle compagnie aeree di fare il bello e cattivo tempo nei confronti dei passeggeri. Il primo passo è stata l’approvazione, da parte dell’Europarlamento, di una Direttiva che ha rivoluzionato tutto il sistema sia con riferimento alle norme regolatrici che alle modalità e tempistiche di gestione dei reclami. Il motivo fondante la riforma deve essere individuato in uno studio reso noto dal relatore della Direttiva Georges Bach (Lussemburghese), in cui è stato dimostrato che solo il 2% dei viaggiatori che ne hanno diritto riescono ad ottenere il giusto risarcimento / rimborso dalla compagnia aerea senza doversi affidare a professionisti del settore. Passiamo ora ad analizzare i principali principi riformatori della Direttiva:
  • Reclami: la vera svolta. Nel caso in cui la compagnia risponda entro due mesi dalla data in cui il viaggiatore ha inviato un reclamo derivante dalla cancellazione o dal ritardo di un volo o dallo smarrimento del bagaglio, nasce il diritto del viaggiatore a vedersi risarcito per il disagio subito. Nella eventuale risposta, inoltre, dovranno essere specificatamente indicate le “circostanze eccezionali” poste alla base del diniego formulato dalla compagnia aerea;
  • Riprogrammazione dei voli: Quando i voli subiscono ritardi, le informazioni sulla riprogrammazione dei voli dovranno essere fornite ai passeggeri entro e non oltre i 30 minuti dopo l’orario di partenza inizialmente previsto. Elemento non da poco, inoltre, sarà che ai passeggeri in possesso di una prenotazione andata/ritorno non potrà essere negato l’imbarco sul volo di ritorno a causa della mancata fruizione di quello di andata. Non è un dettaglio da poco.
  • Bagagli: verrà istituzionalizzato quanto appena posto in essere da Ryanair. Sarà consentito, infatti, l’imbarco, gratuito, anche di soprabiti e borse, compresa almeno una borsa di dimensioni standard di acquisti effettuati in aeroporto, in aggiunta al bagaglio massimo autorizzato in cabina;
  • Circostanze eccezionali: Sarà presentato un elenco circostanze, che includono l’impatto con volatili, l’instabilità politica e gli scioperi improvvisi. Tuttavia, è stato sottolineato da una nota del Parlamento europeo, «in circostanze straordinarie di lunga durata, come la crisi nube di cenere del 2010, la responsabilità dei vettori aerei di pagare l’alloggio dei passeggeri sarebbe limitata a 5 notti».
  • Fallimenti: le compagnie aeree saranno obbligate a creare adeguati fondi di garanzia per evitare che il fallimento di uno o più vettori comporti disagi per tutti i passeggeri che hanno già provveduto alla prenotazione di biglietti con gli stessi (evento che si è verificato, per esempio, con il fallimento di Windjet);
  • Poteri di vigilanza: Alle autorità nazionali saranno attribuiti tutti i poteri necessari a vigilare sul comportamento dei vettori aerei ed a punirli in caso di mancato rispetto della normativa comunitaria;
  • Entrata in vigore: Il testo deve essere approvato dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea dopodiché entrerà in vigore entro due anni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Indiscrezioni provenienti da Bruxelles parlano di una possibile entrata in vigore alla fine del 2016. Ma, al momento, siamo nel campo delle ipotesi.

Alitalia: La Storia infinita. Ennesimo Esempio di “Compromesso all’Italiana” ?

Alitalia: La Storia infinita. Ennesimo Esempio di “Compromesso all’Italiana” ? Dopo lunghe ed estenuanti trattative, nel mese di agosto scorso, è stato finalmente firmato l’accordo di partnership tra Alitalia ed Etihad. Dagli Emiri sono arrivati 560 milioni di euro per rilevare il 49% della compagnia aerea di bandiera. Tra i vari punti dell'accordo, c'è il ritorno alla redditività del vettore italiano nel 2017, cui si aggiungono 7 nuove rotte intercontinentali per arrivare a quota 23 milioni di passeggeri nel 2018. Quindi tutto è bene quel che finisce bene? Per i consumatori forse no. Per capire di cosa stiamo parlando occorre fare un passo indietro al 2008, quando, dopo il famoso tira e molla con Air France, un gruppo di imprenditori italiani ha acquistato le quote di Alitalia fondando una newco “Alitalia – Compagnia Aerea Italiana” e lasciando ad una bad company “Alitalia – Linee Aeree Italiane” tutti i debiti della vecchia Alitalia, società che è stata poi portata al fallimento. L’operazione ha fatto in modo, da una parte, che gli imprenditori acquisissero una società in bonis, dall’altra, però, che alcuni creditori non venissero soddisfatti e che i passeggeri che avevano iniziato azioni legali, per ottenere quanto previsto dal Reg. CE 261/04, si vedessero respinta la domanda a causa del fallimento dalla bad company. Quindi se un volo Alitalia precedente al gennaio 2009 era stato cancellato o aveva subito un ritardo superiore alle tre ore, i passeggeri nonostante il diritto alla compensazione pecuniaria o al rimborso del biglietto non hanno ottenuto alcunché, dato il fallimento della vecchia Alitalia. Peccato! In molte occasioni, per i passeggeri, oltre al danno di vedersi negato il risarcimento cui avevano diritto, c’è stata anche la beffa della condanna alle spese legali. Sulla base di questo breve excursus storico è evidente il timore di molti passeggeri che hanno subito il disagio di una cancellazione o di un ritardo di un volo o dello smarrimento del bagaglio da parte di Alitalia. Le perplessità nascono dal pericolo che si verifichi di nuovo quanto accaduto nel 2008, cioè che vengano create di nuovo una newco ed una bad company nella quale far confluire tutti i debiti dell’attuale Alitalia. Speriamo che questa volta (almeno questa volta) il buonsenso prevalga su logiche economiche molto spesso lontane dalla tutela del consumatore e si riesca a trovare una soluzione che permetta sia la creazione di un’organizzazione societaria della compagnia di bandiera finalmente stabile e duratura, sia la salvaguardia dei diritti acquisiti dai passeggeri.

Corte di Giustizia UE: Il Ritardo del Volo con Scali si Calcola alla Destinazione Finale

E’ ben noto che l’art. 7 del Regolamento CE 261/04 prevede in caso di ritardo del volo aereo superiore alle tre ore una compensazione pecuniaria per il passeggero. Ma cosa succede se il volo ha più scali e il ritardo della prima tratta, seppur inferiore alle tre ore, ha incidenza sui voli successivi, determinando perdite di coincidenze e dunque un ritardo finale superiore alle tre ore? Il ritardo del volo va valutato solo con riferimento alla singola tratta specifica o, invece, il momento rilevante è quello di arrivo presso la destinazione finale? La Corte di Giustizia ha posto fine a questo annoso dibattito. La sentenza del 26 febbraio 2013 (causa C-11/11) ha risolto tale dubbio interpretativo, in modo chiaro e decisamente favorevole per il viaggiatore: il passeggero di un volo con una o più coincidenze, che abbia subito un ritardo alla partenza inferiore ai limiti stabiliti dalle norme europee, ma che abbia raggiunto la sua destinazione finale con un ritardo di durata pari o superiore a tre ore rispetto all’orario di arrivo previsto, ha diritto alla compensazione pecuniaria. All’attenzione della Corte è stata posta la vicenda di una passeggera che, dovendo volare da Brema ad Asuncion via Parigi e San Paolo, a causa di un ritardo di circa due ore e mezza alla partenza, perdeva le coincidenze previste, giungendo alla destinazione finale del suo viaggio con oltre undici ore di ritardo e, quindi, ben oltre le tre ore. La Corte ha riconosciuto alla passeggera il diritto alla compensazione e nel motivare la sua decisione ha richiamato le ragioni sottese alla normativa comunitaria. Difatti il legislatore attribuisce ai passeggeri dei voli, in caso di ritardo pari o superiore a tre ore, il diritto alla compensazione pecuniaria poiché essi subiscono una perdita di tempo ingiustificata ed irreversibile. In tale ipotesi il disagio si concretizza all’arrivo alla destinazione finale, per cui, ai fini della citata compensazione pecuniaria, è a tale momento che bisogna fare riferimento. In caso di ritardo del volo con una o più coincidenze, il disagio è analogo e quindi deve essere valutato negli stessi termini. E’ necessario quindi considerare l’orario di arrivo previsto della destinazione dell’ultimo volo sul quale si è imbarcato il viaggiatore. Se il passeggero di un volo con una o più coincidenze ha subito un ritardo alla partenza inferiore ai limiti stabiliti dall’art. 6 del Regolamento Comunitario, ma ha raggiunto la sua destinazione finale con un ritardo pari o superiore a tre ore rispetto all’orario di arrivo previsto, egli ha diritto alla compensazione pecuniaria. D’altronde la normativa comunitaria non subordina detta compensazione all’esistenza di un ritardo alla partenza, per cui non vi è motivo per cui fare riferimento a questo frammento di tempo e non guardare la posizione del passeggero nel suo complesso. In virtù di tali motivazioni, nel caso di specie, la compagnia aerea è stata condannata a corrispondere alla passeggera, che si è vista condurre a destinazione con un ritardo di circa 11 ore, un risarcimento che comprendeva anche la somma prevista a titolo di compensazione pecuniaria, pari ad euro 600,00, trattandosi di un volo intercontinentale.

Chi siamo

SosVolo.com è un portale a favore dei viaggiatori composto da professionisti dei diritti dei trasporti che, gratuitamente, offrono assistenza a tutti coloro che hanno subìto disagi durante il loro viaggio.
leggi tutto...